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11/02/2007
E' nato il RUNI - Registro Unico dei Naturopati Italiani: una realtà gestita completamente da naturopati, indipendente da scuole e federazioni. Entra nel sito, l'iscrizione è gratuita. Dai anche tu il contributo a chi vuol far sentire per la prima volta la voce dei naturopati.
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01/02/2007:
per risparmiare l'energia del pianeta usate nero google
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01/02/2007
è ritornata nel blog la sezione "RUBRICHE"
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Postato venerdì 13 ottobre 2007: il seguente articolo verrà spostato nella pagina ARCHIVIO NOTIZIE
Aiutiamo GreenPeace e l'Argentina
Firmiamo tutti
In Argentina si perdono, ogni minuto, una quantità di alberi pari alla dimensione di uno stadio da calcio. All'anno sono 300.000 ettari di boschi che si perdono a causa dell'espansione agricola. Con la distruzione dei boschi si perdono specie animali in pericolo d'estinzione e comunità intere di contadini indigeni abbandonano i luoghi dove da sempre hanno sostenuto e mantenuto la propria cultura. Per mettere fine a questa distruzione, GreenPeace sta raccogliendo UN MILIONE DI VOTI PER LA LEGGE DEI BOSCHI. Io ho già aggiunto il mio voto. Anche tu puoi votare da qui:
http://www.greenpeace.org.ar/cyberacciones/bosques.html
Aiutiamo a salvare questi boschi. Vota anche tu per La Legge Dei Boschi.
Passate il messaggio a più persone possibile. Fate un copia e incolla e inviate delle e-mail!
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Postato venerdì 13 ottobre 2007: il seguente articolo verrà spostato nella pagina ARCHIVIO NOTIZIE
CONVEGNO NAZIONALE
DIRITTO A UNA SALUTE…NATURALE
MILANO, 13/14 OTTOBRE 2007
Centro Gallaratese, via Fratelli Zoia, 130
Convegno promosso-organizzato da
ESSENZIALMENTE ENERGIA
Periodico d’Informazione delle Associazioni delle Arti e delle Terapie Naturali
SABATO 13 Ottobre 2007
MATTINA
Ore 9 • Registrazioni
Ore 9,30 • Apertura Lavori
Gabriele Bettoschi Coordinatore editoriale Essenzialmente Energia
Saluti On.le Pia Locatelli, Europeodeputato,
Presidente Internazionale Socialista Donne
On.le Giampiero Catone, Capogruppo alla Camera deputati DcA
Ore 9,50 • Il Diritto ad una salute naturale in Italia - Pierluigi Ravelli,
Presidente Essen (Interassociazione delle Arti per
Ore 10,10 - 12,10 • Il Diritto a una Salute Naturale in Europa, interventi di:
• Peter Abels, Presidente European Federation for Naturopaty
• Dietrich Kummerlen della Paramed, Associazione Naturopati Svizzera
• Harald Gaie, Associazione Naturopati Gran Bretagna
• Marc Ortlieb, Associazione Naturopati Francia
• Bernd Riemer, Associazione Naturopati Germania
• Gabriele Seidler, Associazione Naturopati Danimarca
Ore 12,10 • PAUSA
Ore 12,30 -13,30 • Dibattito con il Pubblico
POMERIGGIO
Ore 15,00 • Il futuro della Naturopatia in Italia
Roberto Benvenuti, Presidente U.Na (Unione Naturopati)
Ore 15,20 • La differenza tra cura e guarigione - Marzio Sommavilla,
delegato A.I.N.I.H. (Associazione Italiana Naturoigenisti Iridologi Heilprakticher)
Ore 15,40 • L’uso delle essenze .oreali per alleviare il dolore anche .sico
Scilla di Massa, Giornalista Naturopata
Ore 16 • Dal concetto statico del “diritto” al concetto dinamico della
“salute” Bruna Bureschi, Presidente Fe.Na.I, coordinatrice del C.U.N.I,
Docente presso
Ore 16,20 • PAUSA
16,40 - 18,30 • Dibattito con il Pubblico
DOMENICA 14 Ottobre 2007
MATTINA
Ore 9,30 • Interventi di: Sen. Roberto Biscardini, Segreteria Nazionale SDI
On.le Richard Rizzi Consigliere Regione Lombardia Forza Italia
Ore 10 • La libertà di cura: un nodo da sciogliere Salvatore Visconti,
Presidente IESO (Istituto Europeo per le Scienze Olistiche)
Ore 10,20 • Kancropoli, la ma.a del cancro
Alberto Mondini, Presidente ARPC (Associazione per
Prevenzione del Cancro
Ore 10,45 • Da una civiltà patologica a una cultura della vitalità
Claudio Parolin, delegato A.P.O.S. e D.B.N (Associazione Professionale
Operatori Shiatsu e Discipline Bio-Naturali)
Ore 11 • La responsabilità individuale nel diritto alla salute
Clara Serina, Presidente CRE.d ES (Centro Ricerche Evolutive dell’Essere)
Ore 11,15 • I nuovi orizzonti della Salute - Maurizio Rodriguez
Delegato A.K.S.I.( Associazione Kinesiologi Specializzati Italiani)
ore 11,30 • PAUSA
Ore 11,50 • Morfopsicologia e salute
Jean Spinetta, Presidente SIMPA (Società di Morfoplicologia)
Ore 12,10 • Depressione: nuove scoperte e nuove risposte
Katrin Bertling, delegata FNNHP (Federazione Nazionale Naturopati
Heilpraktiker Professionisti Naturopatia)
Ore 12,30 - 13,30 • Dibattito con il Pubblico
POMERIGGIO
Ore 15 - 17,30 • Tavola rotonda
PROPOSTE OPERATIVE PER UN REALE ESERCIZIO
DEL DIRITTO ALLA SALUTE
Partecipano: Gabriele Bettoschi, Pierluigi Ravelli,
Petere Abels, Marc Ortlieb, Bernardo Riemer, Gabriele Seidler,
Bruna Bureschi, Antonella D’alessio, Maurizio Rodriguez,
Rudy Lanza, Claudio Parolin
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"Art. 348 Abusivo esercizio di una professione
Chiunque abusivamente esercita una professione, per la quale e' richiesta una speciale abilitazione dello Stato, e' punito con la reclusione fino a sei mesi o con la multa da lire duecentomila a un milione."
Quanto qui riportato è stato inserito anche nella pagina LEGISLAZIONE.
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25/09/2007: aggiunte nella home page le Google News relative alla naturopatia.
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24/09/2007: la seguente sezione verrà spostata nella pagina PERPLESSITA'
Leggete il seguente articolo del Codice di Deontologia Medica ( in grassetto i punti salienti):
"Art. 13 - Pratiche non convenzionali - Denuncia di abusivismo -
La potestà di scelta di pratiche non convenzionali nel rispetto del decoro e della dignità della professione si esprime nell'esclusivo ambito della diretta e non delegabile responsabilità professionale, fermo restando, comunque, che qualsiasi terapia non convenzionale non deve sottrarre il cittadino a specifici trattamenti di comprovata efficacia e richiede l'acquisizione del consenso. E' vietato al medico di collaborare a qualsiasi titolo o di favorire chi eserciti abusivamente la professione anche nel settore delle cosiddette "pratiche non convenzionali". Il medico venuto a conoscenza di casi di esercizio abusivo o di favoreggiamento o collaborazione anche nel settore delle pratiche di cui al precedente comma, è obbligato a farne denuncia anche all'Ordine professionale. Il medico che nell'esercizio professionale venga a conoscenza di prestazioni mediche e/o odontoiatriche effettuate da non abilitati alla professione è obbligato a farne denuncia anche all'Ordine di appartenenza."
Capito? Alla faccia della collaborazione e del dialogo tra i medici e i naturopati. Per il dialogo neanche a parlarne visto come siamo stati discriminati da questo articolo. Per la collaborazione di male in peggio, da questo articolo si evince chiaramente che al medico è vietato collaborare con un naturopata o favorire un naturopata nella propria professione...che arroganza!
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24/09/2007: il seguente articolo verrà spostato nella pagina PERPLESSITA'
Fonte: Panorama
La terapia ormonale sostitutiva ha il pregio di aiutare le donne che stanno entrando in menopausa ad alleviarne i sintomi, ma da anni si sospetta che possa innalzare il rischio di infarto, stroke e cancro al seno. Nel 2002, Women's Health Initiative, un programma di ricerca durato 15 anni e volto a stabilire le più comuni cause di morte, malattie e scarsa qualità della vita nelle donne dopo la menopausa, sembrava non lasciare dubbi in proposito. Da allora è assai diminuita, in America ma anche in Italia, la prescrizione di terapia ormonale e negli anni immediatamente successivi si è registrata una diminuzione dei casi di cancro al seno. Pura coincidenza? C’è chi sosteneva che poteva trattarsi semplicemente di un effetto perverso: niente terapia ormonale, meno controlli ed esami (come la mammografia), quindi meno diagnosi.
Ora uno studio pubblicato sul Journal of the National Cancer Institute, condotto da ricercatori di Kaiser Permanente Northwest, organizzazione sanitaria americana, rivela che invece il legame tra ormoni e cancro c’è eccome. Analizzando i dati relativi a migliaia di donne dal 1980 al 2006 e focalizzando l’attenzione su quelle che hanno continuato a sottoporsi regolarmente alla mammografia, Kaiser Permanente Northwest ha potuto eliminare questa variabile dal quadro e tracciare l’andamento delle diagnosi di cancro in parallelo alla somministrazione di ormoni. Mentre fino a qualche anno fa i casi di cancro al seno aumentavano di pari passo con la somministrazione della terapia ormonale, dal 2003 in poi l’uso della terapia ha conosciuto un crollo (-75 per cento), e le diagnosi di cancro al seno sono diminuite del 18 per cento.
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20/09/2007: inserita la pagina ASPETTI FISCALI.
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14/09/2007: Mi sembra opportuno chiarire che questo blog è apolitico e apartitico. I riferimenti alle persone del modo della politica, siano essi di destra o di sinistra, vengono riportati esclusivamente per la loro attinenza con temi riguardanti la salute e l'ambiente (vedi pag. COMICITA').
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14/09/2007: la canzone che segue sarà inserita nella pagina CITAZIONI. Grande canzone di Franco Battiato (un genio), la vedo molto attinente con il nostro lavoro. Potete leggere il testo e, accendendo le casse del vostro PC, si può anche ascoltarla!
La Cura - Franco Battiato
Ti proteggerò dalle paure delle ipocondrie,
dai turbamenti che da oggi incontrerai per la tua via.
Dalle ingiustizie e dagli inganni del tuo tempo,
dai fallimenti che per tua natura normalmente attirerai.
Ti solleverò dai dolori e dai tuoi sbalzi d'umore,
dalle ossessioni delle tue manie.
Supererò le correnti gravitazionali,
lo spazio e la luce
per non farti invecchiare.
E guarirai da tutte le malattie,
perché sei un essere speciale,
ed io, avrò cura di te.
Vagavo per i campi del Tennessee
(come vi ero arrivato, chissà).
Non hai fiori bianchi per me?
Più veloci di aquile i miei sogni
attraversano il mare.
Ti porterò soprattutto il silenzio e la pazienza.
Percorreremo assieme le vie che portano all'essenza.
I profumi d'amore inebrieranno i nostri corpi,
la bonaccia d'agosto non calmerà i nostri sensi.
Tesserò i tuoi capelli come trame di un canto.
Conosco le leggi del mondo, e te ne farò dono.
Supererò le correnti gravitazionali,
lo spazio e la luce per non farti invecchiare.
tI salverò da ogni malinconia,
perché sei un essere speciale ed io avrò cura di te...
io sì, che avrò cura di te.
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07/09/2007: inserita la pagina "Linfodrenaggio"
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02/08/2007 - Avviso: il mio contatto Messanger è dangelo-a@hotmail.it
Corso di Formazione in Massaggio Base
FINALITA’ - il corso teorico e pratico si propone l’obiettivo di fornire le basi per l’applicazione delle tecniche di massaggio. Ottimo per chi vuole iniziare il cammino nell’antica arte del massaggio, propedeutico per chi volesse in futuro apprendere metodiche più approfondite, (sportivo, connettivale, miofasciale, linfodrenaggio, ecc.), per le quali è necessaria una valida preparazione tecnica.
COSTO - 350,00 € comprensivi del materiale necessario per la didattica e per la pratica (materiale per appunti, dispense e olio da massaggio).
REQUISITI - il massaggio è un’antica arte per la salute, una disciplina bionaturale in grado di agire sull’equilibrio psico-fisico ed energetico del ricevente. E’ praticabile da tutti, ovviamente senza invadere gli ambiti di pertinenza delle professioni sanitarie protette. E’ comunque consigliato il diploma di scuola media superiore.
DURATA - il corso è strutturato in 3 sessioni da 8 ore ciascuna (dalle 9.30 alle 13.30 e dalle 14.30 alle 18.30) per complessive 24 ore di lezione.
ATTESTATO - a fine corso verrà rilasciato un attestato di partecipazione.
INSEGNANTE - Antonio D’Angelo: massaggiatore, naturopata e operatore shiatsu. Cofondatore e Segretario dell’Associazione Naturopati della Campania (A.N.C.).
OCCORRENTE PERSONALE - è necessario dotarsi di: un lenzuolo, un telo mare (in primavera/estate) o un plaid (in autunno/inverno), costume da mare (possibilmente due pezzi per le donne), abbigliamento comodo, scarpe comode, ciabatte o sabot o infradito.
PROGRAMMA: presentazione del corso; il massaggio base; la figura del massaggiatore: legislazione e deontologia; storia del massaggio; cenni di anatomia e fisiologia umana: apparato scheletrico, muscolare, cardiocircolatorio e respiratorio; fisiologia del massaggio; indicazioni e controindicazioni del massaggio; esercizi per l’operatore; preparazione al massaggio; atteggiamento posturale dell’operatore; manualità del massaggio: sfioramento, frizione, impastamento, percussione, vibrazione; esercitazioni pratiche su posizione prona e supina con scambio trattamento tra partecipanti.
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31/07/2007
La seguente sezione verrà inserita nella pagina "PERPLESSITA'". Servirà, semmai ce ne fosse ancora bisogno, a capire la differenza tra l'attività del medico e quella del naturopata.
Dal bollettino dell’ordine provinciale dei medici chirurghi e degli odontoiatri di Como – volume 82, numero 5, settembre/ottobre 2005
Tratto da “tribuna Medica Ticinese” - Luglio 2005, con l’autorizzazione dell’Ordine dei Medici del Canton Ticino
In questo numero di Tribuna Medica vi è un articolo da segnalare. Si tratta dell’articolo del Prof. dr. med. B. Wütrich che, dall’alto della sua pluriennale esperienza, ha il coraggio di affrontare e di esprimersi, senza mezzi termini, sulla completa inutilità di numerosi test cosiddetti “non comprovati” utilizzati dalla medicina alternativa. Il sottoscritto, ma penso sia un problema che riguarda tutti gli allergologi, è quotidianamente confrontato con pazienti che si sono rivolti alle medicine alternative per trovare la soluzione di qualsivoglia disturbo a cui viene sistematicamente diagnosticata una intolleranza alimentare, che vengono in seguito a chiedere conferma del loro problema. In questi casi è difficile stabilire come comportarsi. Rifiuto completo, con atteggiamento ironico, di quanto è stato detto e fatto dai medici della medicina alternativa con il pericolo
di apparire arroganti o il tentativo di smontare con la logica quanto d’illogico è stato detto ai pazienti cercando di conquistarne la loro fiducia? La scelta è sicuramente difficile anche perché spesso il paziente consulta per disturbi aspecifici, spesso funzionali, ed è più propenso a credere chi sostiene che tutto è causato
da una grave intolleranza alimentare piuttosto che accettare che i suoi disturbi abbiano un’altra origine. Purtroppo a noi medici allopatici manca spesso la capacità di dare una risposta sicura e tale da essere convincente per il paziente e questo a causa dei dubbi che quotidianamente ci vengono insinuati da pubblicazioni e studi su qualsiasi argomento. I colleghi della medicina parallela basano le loro scelte su argomenti più vicini “alla fede” che al pensiero scientifico, fatto che li rende spesso più convincenti. Il fatto che il Prof. dr. med. Wütrich confermi l’assoluta mancanza di fondamento scientifico e l’assenza di una provata efficacia dei test utilizzati dalla medicina alternativa ci deve confortare e spronare a continuare la nostra lotta nel cercare di convincere il paziente ad attenersi a ciò che è reale!
Dr. JP Lantin
VALUTAZIONE DEI TEST NON CONVENZIONALI NELLA DIAGNOSTICA ALLERGOLOGICA
INTRODUZIONE
Sempre più spesso vengono proposti ed usati dei nuovi metodi per la diagnosi e la terapia delle allergopatie che si discostano da quelli classici e passati al vaglio della sperimentazione; la loro lista è oggi assai lunga. Usiamo il termine di metodi non comprovati, per indicare queste procedure che, una volta appunto sottoposte a tale vaglio, si sono dimostrate carenti sia di credibilità scientifica che di efficacia clinica. I fattori che possono influenzare medico e paziente nelle loro scelte diagnostiche-terapeutiche sono diversi. Prima di tutto il paziente è continuamente alle prese col tiro alla fune che si svolge fra la medicina allopatica e “alternativa”, i consigli del farmacista, le pronuncie delle organizzazioni dei pazienti e dei consumatori e quelle dei mass media. Non pochi pazienti si sono sentiti prima o poi defraudati dalla medicina classica e sono perciò alla ricerca di terapie più soddisfacenti. Grande è dunque oggi l’attesa per metodi cosiddetti “naturali” o “soft”, per cure che evitino la “chimica” o che si rifacciano alla medicina cinese o tibetana; vie tutte in grado
di compensare, nella mente del paziente, l’eccesso di “tecnicità” della moderna medicina! Ovvio è l’effetto placebo dell’idea implicita e ovvia pure la strumentalizzazione che di questo effetto possono fare quei gruppi di medici che basano la loro pratica su teorie e metodi poco ortodossi e quei produttori che, dietro la loro scia, mettono in commercio le apparecchiature relative. Nel tentativo di razionalizzare e interpretare la sua sensazione di malessere, il paziente spesso rivolge la sua attenzione agli influssi esterni come la dieta o, ancora meglio, alle “sostanze chimiche” che la dieta contiene. Non va dimenticato che circa il 25% della popolazione ritiene di essere allergica a questo o quell’alimento. È su questa quota di soggetti che agisce la suggestione esercitata da professionisti di dubbia fama sostenenti che le allergie alimentari sono alla base di praticamente tutte le patologie che una persona può presentare. Per convalidare la teoria, ovviamente falsa, essi si valgono di test che secondo essi sarebbero in grado di identificare i cibi e gli additivi responsabili. L’uso di questi test, privi di base scientifica, porta all’adozione di diete altrettanto irrazionali dal punto di vista allergologico. Ne è un esempio la dieta cosiddetta di rotazione di cui si parlerà più avanti; dieta che avrebbe l’effetto di alleviare il disturbo di cui il paziente è portatore e che magari lo fa, proprio per l’effetto placebo ridotto dall’aspettativa del paziente. Effetto, naturalmente, di breve durata; ciò che favorisce la ricerca di un altro “reo” sia nel comparto alimentare che in quello ambientale. Nella casistica di questi interventi “alternativi” le diagnosi più frequenti sono quelle di allergia al latte, al frumento, al lievito, agli additivi alimentari e allo zucchero. I consigli dietetici che vengono dati in questi ambienti smascherano l’irrazionalità delle procedure: capita che si proponga il latte o il formaggio di capra come sostituti di latte o formaggio di mucca; il grano di spelta invece del frumento, e cose simili. Come se non si sapesse che le caseine dei due animali crociano fra loro e che la spelta altro non è che un antico frumento! È bene che chi fa dell’allergologia pratica sia al corrente, beninteso, delle tecniche diagnostiche riconosciute, ma non sia peraltro all’oscuro di teorie e tecniche anomale; ciò per poter consigliare il paziente eventualmente tentato a ricorrervi. Molte Società mediche e vari libri di testo hanno emesso prese di posizione, pareri critici e rassegne su teorie e metodi non comprovati. Inoltre, in vari siti web si possono trovare ottime trattazioni dell’argomento. Sotto il titolo “Allergy - unproven methods”, per esempio, si possono trovare dati di vari enti sanitari qualificati e fondazioni non profit, come Food Allergy Initiative (FAI). Vedi anche “Quackwatch” (il nome è tutto un programma!) gestito dal dr. Stephen Barrett, di Allentown, Pennsylvania, il sito australiano “Allergy Capital” con altri ancora.
TEST DIAGNOSTICI IN VIVO
Test sottocutanei e sublinguali provocativi e di neutralizzazione
I test di provocazione e di neutralizzazione sono usati oggi specialmente dai cosiddetti “ecologi clinici” per diagnosticare e trattare sedicenti sensibilità ad alimenti e entità chimiche ambientali. Nel test sottocutaneo provocativo la sostanza è iniettata sottocute in dosi crescenti finché compaiono i sintomi. Nel test cutaneo di provocazione-neutralizzazione, l’iniezione immediata di una diluizione più o meno elevata dell’antigene viene seguita dalla scomparsa del sintomo indotto. Nel test sublinguale, messo l’estratto del cibo o della sostanza chimica sospetti sotto la lingua del paziente, si aspettano 10 minuti per la comparsa dei sintomi. Quando il medico ritiene di aver identificato la o le cause dei sintomi, è allora il momento di dare la “dose neutralizzante”, cioé, di solito tre gocce di una dose diluita dello stesso estratto. Ci si aspetta che i sintomi scompaiano nella stessa sequenza temporale nella quale essi sono comparsi e la prevenzione del sintomo è attesa anche quando la dose è presa prima del challenge, per esempio per aver assunto un pasto contente l’alimento causale. I vari metodi non sono standardizzati e i vari protocolli mostrano grandi variazioni. Già negli anni 80 l’AAAI ha dichiarato che i metodi sopra descritti sono inattendibili e mancano di un razionale immunologico.
LA CHINESIOLOGIA APPLICATA O TEST MUSCOLARE PER LE ALLERGIE
“Applied Kinesiology” (AK) è il termine di riferimento per un metodo pseudoscientifico di testing muscolare e di terapia connessa. Il concetto è che ogni disfunzione organica si accompagni ad una specifica debolezza muscolare, ciò che permetterebbe appunto una diagnosi attraverso procedure di testing muscolare. A professarla sono chiropratici, cosiddetti naturopratici, fisioterapisti, sedicenti nutrizionisti e altri praticanti di dottrine parascientifiche. È bene ricordare che la chinesiologia, o studio del movimento, ha basi solidamente scientifiche. È della chinesiologia applicata, che del termine chinesiologia si è appropriata, che stiamo parlando ed è ovvio il rischio che la confusione aumenti il rischio di fuorvianza. I sostenitori dell’AK teorizzano che allergie, deficit nutrizionali ed altre reazioni avverse agli alimenti si possano scoprire facendo assumere al paziente la sostanza sospetta o facendola sciogliere sotto la lingua, ma alcuni dicono che basta che il paziente tenga in mano la sostanza o se la applichi in qualunque altra parte del corpo e c’è perfino chi dice che il test ha valore sul genitore che tiene in braccio il bambino. Kinesiology.net stima che esistano più di 50 tipi di sistemi e collegamenti rilevabili via AK. Un esempio di questo teorizzare è dato da “Nambudripad’s Allergy Eliminatio Techique” (NAET): le allergie sarebbero causate da “blocco energetico”, diagnosticabile via test di forza muscolare e curabile definitivamente mediante trattamento di acupressione o acupuntura. In Italia l’Associazione di Ricerca Intolleranze Alimentari indica un test (DRIA test) basato sulla somministrazione di un estratto allergico seguito dalla misurazione all’ergometro della forza muscolare. Si considera positivo il test se vi è una diminuizione della forza muscolare entro 4” dall’esposizione.
Il tutto senza che vi siano stati studi controllati a supporto dell’affermazione. Secondo il dr. Stephen Barrett, citato sopra, i concetti di chinesiologia applicata sono all’infuori della realtà scientifica e gli studi controllati non hanno mai trovato differenze fra i risultati dei test praticati con le sostanze o il placebo, le differenze fra un test e l’altro potendo ben riferirsi ad una quantità di variabili che vanno dalla suggestionabilità
allo stato di fatica muscolare del paziente al momento dell’esame.
TEST CUTANEO ELETTRODERMICO, BIORISONANZA E APPARECCHIATURE DISCUTIBILI
Non pochi medici tra i quali naturopati, chiropratici ed altri usano apparecchi “elettrodiagnostici” sui quali basano la scelta dei farmaci da prescrivere, spesso prodotti omeopatici. Questa procedura diagnostica va sotto il nome corrente di Elettroagopuntura secondo Voll (EAV) o Screening elettrodermico (EDS), ma altri nomi sono usati per definirla, come Bioelectric function diagnosis (BFD), Bioresonance therapy (BRT) o Bioenergy regulatory technique (BER). La prima apparecchiatura ad uso EAV si deve a Reinhold Voll, medico tedesco che si era volto all’agopuntura negli anni ’50 e che nel 1958 fuse la teoria acupuntoria cinese
coi differenziali galvanici della cute per mettere in pratica il sistema EAV. Anni dopo, un suo allievo, Helmut Schimmel, modificando e semplificando la tecnica del maestro, creò il primo modello di Vegatest, dal quale spuntarono in seguito numerose varianti, dai nomi molto suggestivi, che il dr. Barrett sopra citato, fedele al compito che si è assunto, ha accuratamente elencato. Gli sponsor di questi apparecchi sostengono che essi sono in grado di misurare le alterazioni del flusso corporeo dell’energia elettro-magnetica lungo i “meridiani acupunturali”, alterazioni che vengono diagnosticamente interpretate secondo le incontrollate teorie di questi medici. In realtà queste apparecchiature consistono in poco di più di uno stravagante galvanometro col quale si ritiene di registrare le differenze di voltaggio, più o meno anomale, della cute del paziente tra determinati punti (appunto gli “acupuncture points”). Recentemente, di questi apparecchi sono state presentate delle versioni più “evolute”, fornite di schermo visuale computerizzato. Ma un ingegnere biomedico esperto, che ha esaminato un Vegatest ha dichiarato che si tratta di un semplice misuratore di resistenza ed un recente studio controllato ha sancito che i test elettrodermici non hanno alcuna affidabilità nella diagnosi delle allergie. Per Bioresonance si intende la possibilità di registrare le onde elettromagnetiche “buone” o “cattive” che non soltanto l’essere umano, ma anche le varie sostanze dell’ambiente, compresi gli allergeni, emetterebbero. Gli adepti sostengono la possibilità di “filtrare” le supposte onde negative, così “riabilitando” il paziente. Ciò mediante un apparecchio apposito (Bicom). Il concetto è stato sconfessato da un esperto che ha dimostrato che l’apparecchio stesso non è in grado di misurare le presunte onde. Due
studi controllati hanno negato ogni validità diagnostica e terapeutica della biorisonanza, rispettivamente nella pollinosi dell’adulto e nella dermatite atopica del bambino. Varie ditte propongono sul mercato l’EAV e gli apparecchi di biorisonanza. Nel 1999 la British Advertising Standard Authority ha sottoposto a scrutinio dei pieghevoli illustrativi nonché un manuale proponenti la terapia di biorisonanza per una varietà di affezioni che vanno dal mal di testa al sovrappeso, passando per l’affaticabilità, la tensione premestruale ed altro. La conclusione dell’Ente è stata una sconfessione dell’attendibilità di detto materiale. Lo stesso hanno fatto le Società di Allergologia svizzera e tedesca per il Journal of Allergy Clin. Immunol, rispettivamente nel 1996 e 2002. Inoltre in vari Paesi gli enti governativi hanno emesso ordinanze nei confronti delle apparecchiature EAV. Rimane quanto meno incomprensibile, pertanto, il fatto che in certuni di questi Paesi, tra i quali la Svizzera, rimborsino i costi di queste “terapie”. E vale, a conclusione, quanto ha detto a questo
proposito il già citato dr. S. Barrett: “le apparecchiature sopra descritte vengono usate per diagnosticare malattie inesistenti, per indicare cure non valide, per frodare le società di assicurazione. Il medico che li usa o è un illuso o è un disonesto, e magari è entrambe le cose. Gli apparecchi sarebbero da sequestrare e chi li usa da denunciare”.
TEST DIAGNOSTICI IN VITRO
Test citotossico e test ALCAT
Il test leucocitotossico, detto anche test di Bryan e test di intolleranza metabolica, fu proposto durante i primi anni ’80. I suoi sostenitori ne assicuravano l’attitudine a determinare la sensibilità agli alimenti da essi ritenuta alla base, oltre che dell’asma, di una coorte di altre patologie di natura internistica. Il test è basato sull’assunzione che l’aggiunta dell’allergene specifico in vitro al sangue intero o ad una sospensione in siero di
leucociti dia luogo ad una riduzione dei bianchi o alla loro apoptosi. Il test si esegue su 10 ml di sangue del paziente ottenendo la separazione per centrifugazione dei leucociti. Questi, misti al plasma, vengono stesi su vetrino portaoggetti previamente ricoperto di un velo di allergene del tipo che viene usato per il test cutaneo. Le preparazioni sono in seguito esaminate ad intervalli per controllare variazioni di forma o disintegrazione
dei figurati che si suppongono collegate all’allergia specifica. I risultati, manco a dirlo, sono usati per interpretare la sintomatologia del paziente e per infliggergli un “programma dietetico personalizzato” integrato da vitamine e minerali. Le pronunce dell’AAAI ed un articolo-rassegna di Lehman del 1980 hanno chiaramente affermato l’inattendibilità di questo test nella diagnosi allergica, alimentare e/o respiratoria. Degli interventi governativi USA, inoltre, hanno messo un freno al battage commerciale a suo tempo fatto attorno al test citotossico il quale, malgrado ciò, è ancora sporadicamente usato. In seguito, è stato lanciato in vari Paesi un test più sofisticato riguardanti le ipersensibilità non IgE-mediate. Si tratta dell’ALCAT ossia Test for Cellular Responses to Foreign Substances. È basato sulla misurazione del diametro delle cellule bianche dopo challenge con allergene e con tutta una serie di additivi, farmaci e quant’altro. Il motto promozionale è: “evidenziare le reazioni avverse agli alimenti mediante la più avanzata tecnologia”. La tecnologia consiste nella misurazione dimensionale dei corpuscoli ematici, dopo un periodo di incubazione con le sostanze presunte causali, mediante una strumentazione elettronica, ADS 1200, che consente conte istantanee delle cellule in serie parallele di grandezza, che a loro volta consentono l’elaborazione di un istogramma. Il foglio illustrativo dell’apparecchio dichiara l’estrema sensibilità e riproducibilità dei risultati. Vengono anche citati alcuni lavori a supporto, per lo più consistenti in interventi congressuali o in articoli comparsi su giornali privi di un comitato di redazione. Tre di questi lavori vengono dalla Polonia, ma i loro risultati sono stati in buona parte sconfessati da una successiva review proveniente dalla Polonia stessa. Un articolo dal Sud Africa parla di scarsa riproducibilità di questo test e ne sconsiglia l’uso. Uno studio italiano che confronta i dati ALCAT con la misurazione delle IgE specifiche, non riporta i dati delle analisi. Il bisogno di ulteriori indagini su questo test è evidente, ma è fin d’ora chiaro che il sistema ALCAT è una riedizione del vecchio “cytotoxic testing”, che non è finora riuscito a produrre un’adeguata documentazione di supporto e che non dovrebbe essere in nessun caso ammesso a rimborso dai vari organi di sanità pubblica.
DETERMINAZIONE DELLE IgG E IgG4 SPECIFICHE AI CIBI
Delle IgG specifiche e loro sottoclassi, come le IgG4, sono evidenziabili in bambini e adulti portatori di situazioni fisiologiche o patologiche diverse e la loro incidenza va incontro ad una caduta dopo eliminazione dell’allergene specifico. La determinazione di questi anticorpi specifici coi vari metodi noti (immuno-precipitazione, emagglutinazione passiva, RAST/CAP IgG, ELISA e chemoluminescenza), da sola, non prova l’esistenza di una reazione allergica al cibo, tanto meno di una reazione di tipo III mediata da immunocomplessi. Al di là degli aspetti clinici suggerenti una reazione di tipo III alimentare - vi sono in
letteratura soltanto alcune segnalazioni aneddotiche al riguardo - è avvertito il bisogno di parametri sierologici di riferimento, come la misura dell‘attivazione del complemento oppure della presenza di complessi immuni antigene-anticorpo dopo provocazione orale controllata con l’allergene supposto in causa. Il Position Statement dell’AAAI dichiara che per ora il valore della misura degli immunocomplessi quanto alla diagnosi dell’allergia alimentare è ancora da provare e di per sé non deve trovar posto nella pratica clinica corrente. Uno studio di follow-up su bambini in età da 2 a 5 anni con allergia alimentare dimostrò che la presenza delle IgE e IgG a latte, uovo e pesce vanno di conserva nellamaggioranza dei casi, ma che un precoce elevato rapporto igG/IgE agli alimenti sembraessere un buon segno prognostico indicante una possibile attitudine bloccante delle IgG. In un altro studio furono determinate le IgE ed IgG specifiche contro 35 allergeni nei sieri di 400 soggetti atopici e 48 individui sani mediante test di chemiluminescenza. I livelli delle IgG specifiche risultarono simili, ma nei pazienti con alti livelli di IgE risultarono pure presenti livelli elevati di IgG allergene-specifiche. Inoltre la determinazione delle IgG specifiche agli allergeni alimentari non apparve distinguere tra pazienti positivi al test in doppio cieco contro placebo (DBPCFC) e quelli negativi. Gli esiti positivi dopo eliminazione degli alimenti IgG-positivi nelle cosiddette “reazioni da ipersensibilità ritardata” sotto forma di asma, cefalea, spossatezza, otite sierosa ed altre manifestazioni corrispondono all’elevato effetto placebo di qualsiasi manipolazione dietetica.
IL COSIDDETTO PROFILO ALLERGICO ALIMENTARE
Alcuni medici “alternativi” usano determinare un sedicente Profilo Allergico IgE e IgG contro un centinaio di alimenti che vanno dal latte e latticini al pesce con molluschi e crostacei, alle carni varie, oltre ai cereali diversi e agli altri vegetali, più una categoria detta miscellanea dove sta tutto il resto (lievito, zucchero, cacao, caffé, fino al miele). I risultati vengono espressi in colore secondo una scala di reattività che va da 0 a +3. Su tale base viene elaborata la prescrizione terapeutica (Guida al vero sollievo) con istruzioni relative ad una prima fase di Dieta di eliminazione che sopprime i cibi IgGpositivi ed una seconda fase, il Programma dietetico rotativo, nella quale l’alimento eliminato continua ad essere escluso per un periodo determinato su base computerizzata in relazione alle positività risultate nel profilo (1+, 2+, 3+ possono corrispondere a 3,
6 o 9 mesi di esclusione), per essere poi reintrodotto in una terza fase. Gli altri cibi, quelli ammessi, vengono sottoposti a rotazione per prevenire nuove allergie (sic). L’insieme della procedura, oltre ad essere costoso, come facilmente si immagina, manca di ogni presupposto scientifico e può essere pericoloso quando un’allergia IgE mediata è ancora presente nella fase di reintroduzione. Ma il sofisticato insieme non manca di fare la debita impressione nel paziente, specie se esso non ha affatto delle allergie alimentari. Aggiungendosi al carisma del medico che lo gestisce, il suo effetto placebo è assicurato ed il paziente può andare incontro a dei benefici, almeno temporanei.
CONCLUSIONE
Si è ritenuta non superflua questa breve rassegna sui metodi anomali e non scientificamente controllati di diagnosi e di terapia delle malattie allergiche che sono stati proposti negli ultimi decenni e che, purtroppo, sotto la pressione mediatica, hanno ottenuto il consenso di una parte marginale sì, ma non irrisoria della professione medica e di non pochi pazienti. Va da sé che questi metodi non devono trovar posto in una professione corretta e vanno proscritti perché possono comportare anche dei rischi. L’allergologo, una volta messo al corrente dell’uso che alcuni medici fanno di queste procedure cosiddette alternative, non può esimersi da fare quanto può per proteggere il paziente da chi abusa della sua fiducia. È fra i suoi compiti quello di esprimere, con franchezza le sue critiche nei confronti di teorie e tecnologie ingannevoli, più persuasivo sarà il suo discorso una volta che egli abbia guadagnato la fiducia del paziente stesso dimostrandogli la sua competenza e la sua correttezza professionale nonché il suo disinteressato desiderio di aiutarlo.
Prof. Brunello Wüthrich, M. D.
Spital Zollikerberg, Trichenhauserstrasse 20
CH-8125 Zollikerberg - Switzerland
E-mail: brunello.wuethrich@spitalzollikerberg.ch
L’autore ringrazia il Dott. Severino Dal Bo, Direttore della Rivista Asma e Allergia, Milano per la traduzione
ed editing italiano.
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30/07/2007
La seguente sezione verrà inserita nella pagina "PERPLESSITA'"
Leggete i seguenti articoli del codice deontologico medico:
Art. 7 - Obbligo di intervento -Il medico, indipendentemente dalla sua abituale attività, non può mai rifiutarsi di prestare soccorso o cure d'urgenza e deve tempestivamente attivarsi per assicurare ogni specifica e adeguata assistenza.
Art. 35 - Assistenza d'urgenza -Allorché sussistano condizioni di urgenza e in caso di pericolo per la vita di una persona, che non possa esprimere, al momento, volontà contraria, il medico deve prestare l'assistenza e le cure indispensabili.
Ok, avete letto molto attentamente? Benissimo, ora leggete il seguente articolo e...giudicate voi.
Fonte: http://www.larepubblica.it/ 28 gennaio 2007
Un uomo di 69 anni partito per una gita si sente male sul pullmann
L'assessore regionale difende l'operato dei sanitari.
Aperta un'inchiesta
Moncalieri, i medici non escono dal reparto
Anziano muore davanti al pronto soccorso
TORINO - Se si tratti di malasanità, lo stabilirà l'inchiesta della procura di Torino. Un uomo è morto questa mattina nei pressi del Pronto soccorso dell'ospedale Santa Croce di Moncalieri (Torino): i medici non l'hanno soccorso perché non sono autorizzati ad uscire dal reparto. Benito Biscuola, 69 anni, pensionato di Trofarello (Torino), era partito alle sei su un pullman turistico che da Moncalieri l'avrebbe accompagnato, insieme ad altri anziani, a Sanremo, sulla riviera ligure di ponente. Si era sentito male poco dopo e l'autista del pullman l'aveva accompagnato al vicino ospedale perché fosse soccorso. A quel punto c'è stato forse un malinteso con il 118 sul luogo dove il bus si era fermato. Non vendendo arrivare l'ambulanza, l'autista si è avventurato nel centro storico del paese. Fermato l'automezzo nei pressi dell'ospedale, il capo-comitiva è corso ad avvertire i sanitari, ma si è sentito rispondere che non erano autorizzati a uscire all'esterno e che avrebbe dovuto chiamare il 118. Il tempo di tornare indietro per dare la risposta e Biscuola era già morto, stroncato probabilmente da infarto. I carabinieri stanno indagando sull'episodio, inquietante anche alla luce del fatto che l'assessore alla sanità avrebbe recentemente emanato una circolare che autorizza l'uscita dei sanitari all'esterno in casi di urgenza. Anche la magistratura aprirà un'inchiesta sulle circostanze che hanno portato a una morte così assurda. L'assessore regionale alla sanità, Mario Valpreda non ha dubbi sulla totale correttezza dell'intervento medico: "La circolare da me emanata qualche settimana fa (dopo un analogo caso al Mauriziano, ndr) impone ai medici del Pronto soccorso di intervenire nei casi di soccorso nell'area antistante allo stabile. Ma dall'inchiesta interna della Asl risulta che il pullman si trovasse ad alcune centinaia di metri e il Pronto soccorso non è guardia medica, non avrebbe senso che un medico si allontanasse con un semplice fonendo per dare aiuto a un infartuato, lasciando scoperte eventualità sanitarie altrettanto gravi.
I medici non si sono affatto rifiutati di trattare il paziente, anzi, hanno anche dato all'autista una carrozzella per farlo trasportare subito al Pronto soccorso. Abbiamo le registrazioni delle chiamate: la prima è stata alle 6,17 e l'uomo è morto alle 6,46. Il 118 è un servizio della massima efficienza: probabilmente, se non ci fosse stata la confusione dell'indirizzo sbagliato, forse l'uomo si sarebbe salvato".
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30/07/2007
Il presente articolo verrà inserito nella pagina "PERPLESSITA'"
SCANDALO UNIVERSITA' - PSICOFARMACI: un articolo del "Guardian".
Come le ditte farmaceutiche influenzano la ricerca scientifica, i concorsi universitari e l'assistenza psichiatrica
di G. Giacomo Giacominida Il Secolo XIX di Genova del 25 marzo 2002 in riferimento ad un articolo del "Guardian"
Ha suscitato non poco scalpore un articolo-inchiesta uscito, in questi ultimi giorni, sul giornale britannico "The Guardian", sulla spregiudicata politica di commercializzazione degli psicofarmaci, soprattutto antidepressivi. In particolare, lo scandalo denunciato dal "Guardian" si riferisce al fatto che taluni ricercatori universitari ricevono rilevanti somme di denaro da importanti ditte farmaceutiche, per articoli pubblicati su riviste scientifiche, nei quali vengono decantate le proprietà terapeutiche di nuovi psicofarmaci, prodotti dalle ditte stesse. L'aspetto più sconcertante di tale vicenda è che i veri autori di questi articoli non sarebbero, in realtà, i professori universitari che li hanno firmati, bensì gli uffici di propaganda delle stesse ditte produttrici degli psicofarmaci.
"The Guardian" ha anche pubblicato una sorta di "tariffario" che viene abitualmente applicato, in Gran Bretagna e negli Stati Uniti, per remunerare i professori che organizzano i congressi e i simposi sponsorizzati dalle case farmaceutiche. [...]
Le rivelazioni del "Guardian" hanno dato ulteriore materia di riflessione su un fenomeno che, in realtà, è ormai ben noto, per la sua diffusione e gravità, anche nel nostro paese, tanto da essere stato, a più riprese, dibattuto da diversi giornali e reti televisive.Non è un mistero per nessuno che, anche in Italia, i principali congressi delle Società scientifiche di Psichiatria, Psicopatologia, Neurologia, ecc., dipendenti dalle più importanti cattedre universitarie, sono sponsorizzati da potenti ditte afferenti alle multinazionali del farmaco e vengono celebrati in concomitanza con il lancio commerciale di nuove (e, talora, meno nuove) generazioni di psicofarmaci.
E' stato a più riprese segnalato come, al fine di agevolare la commercializzazione di taluni psicofarmaci (soprattutto antidepressivi e ansiolitici) si sia arrivati persino ad una sostanziale adulterazione del metodo di classificazione degli stati di sofferenza psichica, che vengono inquadrati secondo categorie grossolane, al fine di consentire una più ampia indicazione terapeutica per certi tipi di psicofarmaci. (A questo scopo, viene utilizzato soprattutto il Manuale DSM) E' ben noto come categorie nosografiche fatiscenti (come le cosiddette "distimie"), siano state oggetto di congressi, simposi e tavole rotonde, dove venivano anche indicati, come terapie specifiche, farmaci prodotti dalle ditte che sponsorizzavano i simposi stessi Anche nei concorsi universitari è stato denunciato il pesante intervento delle case farmaceutiche, al fine di promuovere quei candidati che si dimostrino più favorevoli all'uso indiscriminato degli psicofarmaci.
Molti si sono chiesti e si chiedono, tuttora, se il progresso tecnologico e psicofarmacologico debba essere necessariamente pagato al prezzo di una simile subordinazione del pensiero scientifico, della ricerca clinica e, soprattutto, della salute pubblica, al "business" della produzione industriale e del mercato planetario degli psicofarmaci. Per quanto notevoli vantaggi siano stati acquisiti, da parte dell'assistenza psichiatrica, con lo sviluppo della psicofarmacologia, è tuttavia indubbio che una diffusione indiscriminata e aspecifica, per scopi commerciali, dell'uso di molti psicofarmaci, rappresenti un serio pericolo per la salute dei cittadini. E' il caso di chiedersi se le istituzioni che sono preposte alla tutela della salute pubblica e dell'etica professionale (come gli Ordini dei Medici, il Ministero della Salute, il Ministero dell'Università, ecc.) abbiano mai dedicato sufficiente attenzione a questi inquietanti fenomeni che, ormai da diversi decenni, inquinano la ricerca scientifica e certamente non giovano alla credibilità dell'assistenza psichiatrica.
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20/07/2007
Schola Medica Salernitana
patroncinio Assessorato Qualità della Vita Provincia di Salerno
ClusterMedizin®
Prof. Ulrich Jürgen Heinz
Colui che cura il giardino del futuro
Per la prima volta in Italia
15 – 16 Settembre - Salerno
per medici, psicologi, naturopati ed operatori del settore salute

Il prof. U.J. Heinz parteciperà al Convegno organizzato della Schola Medica Salernitana e dall’Assessorato Qualità della Vita della Provincia di Salerno.
Il Prof. Heinz è uno scienziato, studioso ed esperto di molte discipline.
E’ un grande innovatore nel campo della medicina naturale. Egli ha fomulato un nuovo paradigma per comprendere meglio l’uomo al punto attuale della sua evoluzione rispetto all’ambiente.
Verranno illustrati il sistema della disciplina della ClusterMedizin e i suoi aspetti più affascinanti, come il riconoscimento analogico delle matrici tempo spaziali (“Muster”), il metodo anagnostico (non diagnostico), la tecnica Eidos e la biometeorologia con gli influssi degli sferics.
La sua filosofia è volta verso le nuove strutture del pensiero e verso le possibili nuove strategie di sopravvivenza.
Dopo il convegno, la Scuola di ClusterMedizin, rappresentata in Italia dalla Sezione Italiana di ClusterAnalitica, in collaborazione col Centro Studi Schola Medica Salernitana, aprirà le iscrizioni dell’anno accademico 2007 per i corsi di base volti alla formazione di terapeuti/consulenti di ClusterAnalitica (quella parte del sistema della ClusterMedizin, introdotta in Italia).
I Corsi sono aperti agli operatori del settore salute; invece per gli operatori del benessere e del campo estetico saranno organizzati corsi di ClusterBenessere.
Per le informazioni e le iscrizioni contattare
Centro Studi M.S. 089561707; 339/2228812; info.bluangel@tiscali.it op.
la Segreteria Sez. Ital. di CAT 393/932.0445; info@clustermed.net
http://www.clustermed.net/
http://www.clustermedizin.de/
La ClusterAnalitica è una disciplina completa, con un approccio olistico all’essere umano, che viene rappresentato attraverso un’autoanalisi nelle dimensioni fisica,
emotiva e mentale, fra loro strettamente collegate.
L’autoanalisi viene sviluppata tramite un lavoro con EIDOS, libera associazione tra immagini ed emozioni, che il cliente compie sotto la guida del suo consulente (per i bambini piccoli op. le persone non in grado di comunicare si esegue prelievo della saliva).
Il lavoro con Eidos permette di accedere direttamente al proprio vissuto, ai nodi fisici/emozionali/mentali del passato, presente e alla proiezione del futuro –tendenze ai disturbi.
Il creatore del metodo, che è già da più di 30 anni diffuso in Germania, Svizzera, Danimarca ecc, è il prof. Heinz- studioso, filosofo, naturopata, musicologo. Egli introduce un modo di pensare e analizzare prettamente filosofico nell’affrontare questioni legate alla salute, prendendo le mosse dalla filosofia e dalla spagiria, per approdare alle più moderne conoscenze- fisica quantistica, teoria e geometria dei frattali, fuzzy-logic, astrofisica, teorie orbitomolecolari dell’acqua, biometeorologia, bio-evoluzionistica: mirabile integrazione fra sapere antico e moderno!
Scuola di ClusterMedizin®
Sezione Italiana di ClusterAnalitica
Centro Studi Schola Medica Salernitana
089561707 – 3392228812

http://www.clustermed.net/
http://www.clustermedizin.de/
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Fonte: D&T DIAGNOSI & TERAPIA, anno XXVI, n.04 - 20 aprile 2007














